PROFILI: RAFFAELE BIANCOLINO

Raffaele Biancolino  è stato uno dei più forti centravanti che abbia avuto l'Angolana in serie D. Voluto fortemente dal presidente Nicola Petruzzi che ne aveva intuito le doti quando lo vide giocare nell'Anagni, destò al suo arrivo diverse  perplessità in alcuni sostenitori nerazzurri impressionati dalla sua ragguardevole stazza. Il presidente Petruzzi rassicurò tutti e disse che nonostante i chili di troppo, Biancolino avrebbe fatto un mucchio di goals. E così fu. In campo era una forza della natura, era molto difficile marcarlo e una volta che entrava in possesso del pallone lasciava partire autentiche cannonate con il sinistro e anche di testa si faceva valere nonostante una non eccelsa elevazione. In pratica nelle migliori giornate gli avversari dovevano sperare solo che non centrasse la porta. Nelle ultime giornate di campionato le marcature furono particolarmente dure ed attente su Biancolino che non protetto adeguatemente dagli arbitri smarrì la via della rete e questo costò caro all'Angolana che fallì la promozione in C 2 nelle ultime tre giornate. In nerazzurro giocò 31 partite con 19 reti.

La mancata promozione nel campionato 2007/2008 e il disastroso campionato 2008-2009. L'inizio dei nostri attuali guai.

Il fischio finale di Soricaro: per  l'Angolana sfuma la C 2.
Se si ragiona in base a causa ed effetto posso tranquillamente affermare che l'inizio dei nostri guai fu il fischio finale di Soricaro di Barletta che determinò la mancata promozione dei nerazzurri in C 2 nell'infausta giornata del 4/5/2008, rimasta impressa a fuoco per sempre nella mente dei supporters  angolani. Durante il campionato erano stati commessi tanti errori sia in fase di allestimento della squadra in precampionato che in sede di mercato di riparazione ed alla fine pagò per tutti mister Gentilini che era il meno colpevole tra società e tecnici. In teoria la società puntava alla promozione ma nei fatti non era molto convinta e questo traspariva spesso nelle dichiarazioni e nelle poche interviste rilasciate da patron De Cecco. La squadra era per sei/undicesimi nuova e i rinforzi erano stati apportati nei ruoli chiave del centrocampo e dell'attacco in quanto la difesa dava ampie garanzie pur scontando la partenza del portiere Bifulco che veniva sostituito dal promettente Fanti classe 1989. Inizialmente Gentilini schierò in difesa i confermati Pirozzi (87) a destra i centrali Fuschi e Mucciante e Cogliandro 1988 al posto di Zanetti 1986 che non rientrava più tra i fuoriquota. A centrocampo agivano in rottura  confermato Costa e il nuovo acquisto l'esperto Ferreyra in cabina di regia mentre sulle fasce in partenza puntava su Ranieri a destra e De Filippis a sinistra. In attacco alla punta centrale Parmigiani affiancò il fuoriquota Mariotti (88). I risultati delle prime giornate non furono esaltanti e dopo l'infortunio di Ranieri contro il Venafro Gentilini puntò sul fuoriquota Bordoni (87) a sinistra e spostò Mariotti (88) a destra estromettendo di fatto l'esperto De Filippis e in attacco a fianco di Parmigiani fu schierato Fanesi. In difesa al posto di Cogliandro fu acquistato Scrozzo a cui si aggiungeva sempre sulla fascia sinistra il fuoriquota Sablone (88) rientrato dalla Sampdoria. Si registrò inoltre dopo le prime tre giornate il ritorno di Baldi che rinforzò in teoria la nostra mediana. Il campo però metteva in evidenza alcune lacune della nostra squadra che stentava ad imporre il proprio gioco che appariva troppo compassato per mancanza di spinta sufficiente sulle fasce che divenne quasi inesistente dopo l'inopportuna cessione di De Filippis al Morro d'oro. In più c'era il problema del terzo difensore centrale dopo la fuga di D'Addazio avvenuta in precampionato per andare incontro alla retrocessione con il Tolentino. L'attacco pur non avendo un bomber di razza poteva contare sull'esperienza di Fanesi, sulla combattività di Parmigiani e sulla freschezza di Donzelli e Alessio Rosa. Nel mercato di riparazione avvennero però i disastri: furono ceduti De Filippis, Alessio Rosa e Donzelli e furono ingaggiati Della Bianchina (difensore centrale), Di Corcia  (mezzapunta) e il centravanti siciliano Giuseppe Rosa già trattato in precampionato. I rinforzi novembrini però deludono le attese anzi in difesa cominciano a verificarsi strani ed inconsueti errori che ci costano diverse sconfitte e parecchi preziosi punti vanno così in fumo. Fino a novembre la nostra difesa era stata una delle migliori dell'intera serie D poi si prendevano diversi goals in modi che facevano sorgere diversi dubbi. In particolare mi "puzzarono" due goals quasi "gemelli": il goal di Aquaro subito ad Agnone e il goal di Majella preso in casa con il Campobasso. Esposi questi miei dubbi ai dirigenti ma forse non capirono la gravità di quelle "strane" situazioni di gioco. Con il senno di poi non sarebbe stato meglio ingaggiare Colonnello che ricopriva egregiamente sia il ruolo di terzino sinistro che quello di centrale con anni di esperienza di serie A alle spalle? Colonnello fu invece ingaggiato dalla Santegidiese. In attacco si vociferava dell'arrivo di Pazzi che quasi ogni campionato ci aveva puntalmente punito a suon di reti: costava troppo fu la risposta. Giuseppe Rosa costò di più: solo due reti a fine campionato, Pazzi 16 reti con la Pro Vasto. "Sparagne e cumparisce"  si dice a Città S.Angelo risparmia e fai bella figura da tradurre per i non angolani. Al posto di Di Corcia perchè non fu preso un centrocampista centrale giovane che poteva far riposare gli anziani Baldi e Ferreyra? Questo rimane un mistero insoluto. Nonostante tutto mister Gentilini ci stava saggiamente conducendo alla vittoria del campionato. Ma chi non ha voluto vincere il campionato? Quando capiterà di nuovo un'occasione così unica e irripetibile? Sorvolo sulla pagliacciata commessa nei play-off: meglio non commentare i fatti di Alghero. In società ebbero le idee chiare fuori i responsabili individuati in mister Gentilini e nel d.s. Marcello Di Giuseppe al cui posto vennero ingaggiati Vivarini reduce dalla salvezza alla guida del Canistro e Delli Carri che iniziava da noi la carriera di direttore sportivo. La garanzia per i tifosi erano i soldi di Don Peppe ma l'entusiasmo come si poteva riaccenderlo? L'entusiasmo non si comprava nemmeno con i soldi infiniti, (almeno in teoria), del patron e si era così volatilizzato per sempre. In bilico per tutta l'estate tra il probabile ripescaggio in C2 e la certa serie D non si delineò una squadra degna di almeno dominare la serie D oppure di ben figurare in C2. Furono confermati Fanti in porta, in difesa fu acquistato Capezzuto a destra ma che venne presto tagliato per far posto a Ciofani (88) dal Pescara, Avolio, difensore centrale dall'Aversa Normanna, si aggiunse ai confermati Fuschi e Mucciante e al rientrante Terrenzio (89) dal Chievo, mentre a sinistra venne preso in prestito dal Pescara Zarini (88) a cui si aggiunge sempre in prestito Ferretti (89). I reparti che vennero totalmente rivoluzionati furono il centrocampo e l'attacco. A centrocampo arrivarono il forte mediano Puglia ex Fano e Recanatese, l'ex Hatria e Canistro Giuseppe Rachini, l'argentino Zaniratto dal Castelsardo, la talentuosa mezzapunta Giandomenico ex Juventus primavera dalla neopromossa Sangiustese, (ma ci rendiamo conto contro chi abbiamo perso il campionato?), che vantava trascorsi nei professionisti ma che deluse ampiamente le aspettative con sole 3 reti in 17 partite in cui più che correre passeggiò in campo e a campionato iniziato Ausoni dal Cassino, il quale, in teoria, doveva essere l'erede di Baldi in regia ma che finì anche lui nella confusione dopo sole poche partite dal suo arrivo. In attacco fu finalmente acquistato Pazzi che ripaga la fiducia a suon di reti, ben 23, a cui venne affiancato Farrugia, che un ultrà nerazzurro, sommo intenditore di calcio, paragonava, imprudentemente e stolidamente, a Ibrahimovic con sballatissimi criteri di valutazione tecnica (saranno solo 2 le reti realizzate in sole 18 partite) e durante il campionato fu più attento a collezionare cartellini gialli e rossi con relative squalifiche che pensare a come riempire le reti avversarie di palloni, l'ex Centobuchi Cacciatore che mise in mostra una buona tecnica con scarsissimo feeling con il goal solo 3 segnature e qualche cartellino giallo e rosso in più del normale, ed infine completavano l'attacco i due fuoriquota Canali (88) argentino che sarà ricordato solo per il rigore fallito due volte contro il Sapri in Coppa Italia e D'Ancona (91) che realizza solo 3 reti ma che segnerà come e più di altri che percepivano ingaggi da favola. Sugli esterni oltre al confermato Bordoni (88) che sarà impiegato solo nel girone di ritorno viene acquistato Galasso (90) dal Francavilla che gioca bene nelle prime partite ma che viene presto sacrificato poi in copertura a centrocampo per consentire aì "fuoriclasse" di fare la differenza ma in ogni caso la fecero in modo estremamente negativo, e Galluzzo (89) che giocherà in tutto pochi minuti. Un campionato che in teoria doveva essere dominato ma per le solenni fesserie compiute sia in fase di allestimento che ancora più  clamorose nel mercato di riparazione consentiranno alla nostra compagine di conquistare un "brillantissimo" settimo posto con i play-off sfumati nelle ultime giornate di campionato. Se si impiegava un minimo di razionalità dovevano invece essere tagliati in quanto più che deludenti: Giandomenico, Farrugia e volendo anche Cacciatore. Furono invece tagliati Puglia che era stato uno dei migliori per rendimento per far posto a Luca Cichella e Avolio per far posto a Terrenzio e Galluzzo che non riuscì a ritagliarsi uno spazio nell'indefinibile modulo adottato dal tecnico Vivarini il quale si trovò in evidente difficoltà non avendo una rosa adatta ai suoi dettami tecnico-tattici. Nomi di giocatori validi furono fatti a decine ma nessuno fu preso. In attacco bastava confermare Parmigiani che nel campionato precedente aveva realizzato 11 reti più di Giandomenico, Farrugia, e Cacciatore messi insieme (8 goals in tutto), e che si integrava benissimo con Pazzi. A centrocampo perchè non confermare Costa che con Puglia avrebbe formato la mediana più forte dell'intera serie D? Misteri della nostra società che trasformava l'oro in piombo. Nell'ultima partita del 2008-2009 un amico mi disse: "Spero di non assistere più ad un campionato così disastroso". Si sbagliava di grosso. Il peggio doveva ancora venire e la storia recente ci conferma che siamo ancora in quel tunnel dal quale speriamo di uscire presto.