PROFILI: LUCIO ROMANELLI

Lucio Romanelli è più di una bandiera per l'Angolana avendo trascorso tutta la carriera con la nostra squadra dall'esordio nel 1962 fino al suo prematuro ritiro a 30 anni nel 1977. A soli 25 anni aveva già giocato 300 partite con l'Angolana tenendo conto anche dell'anno passato in prestito al Sulmona dove prestò il servizio militare. Era un'ala classica e in promozione realizzò tanti goals tra cui i più importanti furono i due segnati nello spareggio con il Francavilla nel 1967-68 che valsero la salvezza. Nella stagione successiva fu decisivo negli spareggi contro il Teramo in cui fu posto da Di Santo in marcatura sul pericoloso Valbruni, dopo l'espulsione di Barra, e nella partita di ritorno conquistò il calcio d'angolo da lui stesso battuto per il colpo di testa vincente di Di Carlo I che valse la vittoria e la storica promozione in serie D. Nel 1969-70 nel primo anno di serie D segnò un solo goal ma importantissimo a pochi minuti dalla fine contro il Tricase nel finale di campionato quando si era in piena lotta per evitare la retrocessione. Versolato ricorda che furono i precisi servizi di Lucio a fargli realizzare i goals di testa che valsero diverse vittorie decisive per i nerazzurri. Confermato anche nel 1970-71 giocò solo le prime tre partite essendo stato chiamato sotto le armi e destinato a Sulmona. Fu dato in prestito al Sulmona contribuendo al ritorno dei peligni in serie D. Nel 1971-72 rientrò all'Angolana e fu con Del Boccio e Graziani e i giovani tra i pochi che furono lasciati a Città S.Angelo dal presidente Petruzzi che in quella stagione trasferì quasi tutto l'organico nerazzurro a Lanciano. In questo campionato Romanelli nella seconda giornata contro il Manfredonia segnò direttamente dal calcio d'angolo. In diverse partite fu impiegato da centrocampista lasciando la maglia numero 11 all'emergente Gravante. Nella stagione successiva venne impiegato da centrocampista nella partita contro il Pescara all'Adriatico in cui marcò  il regista biancazzurro Mazzeo inaridendo così il gioco del Pescara. Nei campionati successivi si ritagliò sempre un discreto spazio in formazione mettendo a disposizione la sua duttilità tattica. Decide di ritirarsi a 30 anni nel 1977 dopo la retrocessione in promozione come lui stesso ammette per mancanza di stimoli. Da qualche anno Lucio è tornato ad assistere con assiduità alle partite della sua Angolana e anche grazie a lui che mi prestò i suoi preziosi album dei ricordi, ricchi di foto e di articoli sulla nostra squadra, che ho potuto realizzare questo blog.

PROFILI: GIUSEPPE PIN


Giuseppe Pin arrivò all'Angolana nel 1968-69 e in breve tempo, oltre ad assumere la regia difensiva dall'alto della sua esperienza maturata in serie A e B nell'Udinese e poi in squadre di C tra cui L'Aquila e il Chieti, si guadagnò i gradi di capitano che mantenne anche l'anno successivo in serie D. Era dotato di un  forte tiro su punizione e nel 1969-70 segnò il temporaneo 1-0 sull'Andria trasformando in goal un calcio a due in area. Ricorda Lucio Romanelli che spesso i nerazzurri si riunivano prima delle partite a Montesilvano nella casa del capitano.

PROFILI: GIANCARLO TONOLI


Da qualche giorno Lucio Romanelli ha telefonato dopo tanti anni al nostro grande portiere Tonoli, rintracciato grazie agli ultras del Savona, città in cui Tonoli risiede, che ha ricordato i bei tempi passati nella nostra città a difesa della porta nerazzurra. Tonoli era stato tra i professionisti a Mantova, prima dell'arrivo di Zoff che da li inizierà la sua lunga e straordinaria carriera, e Savona in C e in B nel 1966-67 con compagni di squadra del calibro di Furino, Prati e Fascetti, arrivò all'Angolana nel 1968-69 e unitamente a Pin, Graziani e Di Carlo I, fece compiere all'Angolana un salto di qualità che portò i nerazzurri alla storica prima promozione in serie D. Tutti i tifosi più anziani ricordano il goal decisivo di Di Carlo I che decise la gara di ritorno dello spareggio con il Teramo sul nostro terreno ma altri ricordano le strepitose parate di Tonoli a Teramo che fruttarono il prezioso 0-0. Nella partita di andata dopo l'espulsione di Barra, Lucio Romanelli ricorda che fu messo in marcatura sul pericoloso Valbruni, e Tonoli fu protagonista di numerosi interventi decisivi, ben documentati dalle foto dagli articoli apparsi sui giornali. Nell'anno successivo fu confermato e si alternò in porta con Del Boccio, allenando anche i portieri che si giovarono dei suoi insegnamenti. Nella 29ª giornata del campionato 1969-70 a Manfredonia, con l'Angolana in vantaggio per una rete di Versolato al 31' del s.t., Tonoli parò un calcio di rigore al 40' del secondo tempo, consentendo all'Angolana di vincere una partita decisiva per la salvezza.